Il trionfo dell’ipocrisia 17 Giugno 2007
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Destra e sinistra accomunate dall’ipocrisia.
Fini, che , se gli tocchi la famiglia tradizionale, va in bestia, ci informa che ormai lui e la moglie seguiranno “percorsi diversi”. In parole più semplici “si separano”, dopo aver vissuto per molti anni nel “peccato della convivenza”, aver posto rimedio successivamente con un matrimonio riparatore, oggi giunto al capolinea. Non ci vuol molto ad immaginare che fra qualche giorno sapremo che ha ripreso il percorso con una nuova compagna.
Tutto ciò in nome della sacralità della famiglia, come i suoi sodali Berlusconi, Casini, Calderoli.
A sinistra sono più stabili nei rapporti sentimentali, ma impera altrattanto l’ipocrisia.
I D’Alema, i Fassino, i La Torre, tutti figli del partito della diversità di berlingueriana memoria sono incavolati per la pubblicazione di intercettazioni telefoniche che li coinvolgono.
Il problema, però, non riguarda le pubblicazioni, ma la natura delle loro telefonate, il livello delle loro fraquentazioni.
Come possono pensare di darci ad intendere che il loro interesse per certe scalate bancarie fosse dettato solo da curiosità, che certi rapporti con personaggi discutibili fossero casuali e innocenti?
Non scherziamo!!! in quest’orgia d’ipocrisia destra e sinistra stanno davvero minando la nostra democrazia.
Che succede in Vaticano? 3 Aprile 2007
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Mi sembra normale che la Chiesa, nelle sue più alte espressioni, dichiari esplicitamente il suo punto di vista su questioni di natura etica importante quali le unioni di fatto, il testamento biologico e altro.
Non mi sembra altrattanto normale che pretenda di condizionare il comportamento di depuati e senatori, che sono eletti dal popolo e ad esso debbono rispondere.
Ho l’impressione che stiamo tornando indietro di cent’anni e più. Ho l’impressione che nel mondo cattolico stia prendendo corpo una sorta di imitazione di quanto accade nel mondo mussulmano. Lì un imam detta la legge, quella da applicare tragli uomini, fa politica e abbiamo visto tutti quali danni si stiano determinando.
Pensavamo che nel mondo occidentale e nella cristianità certe interferenze non dovessero verificarsi. Pensavamo che fosse giusto che la Chiesa dicesse liberamente il suo punto di vista, ma non pretendesse di dettare le leggi degli uomini. Questi, senza forzature e pressioni, avrebbero nella loro autonomia deciso come comportarsi.
Invece no; i cardinali cominciano a comportarsi come Imam. E’ una brutta svolta che impone a tutti una riflessione.
Chi di noi è cattolico piò ben adeguarsi al messaggio della gerarchia vaticana, ma deve poterlo fare per sua libera scelta, non per imposizione. Chi di noi è cattolico può anche organizzarsi per sostenere certi indicazioni che vengono dalla gerarchia vaticana, ma lo fa come cittadino e liberamente, confrontandosi con altri cittadini.
Quello che ci sembra inaccettabile è l’atto d’imperio della Gerarchia; questa è un’altra roba che impone di attestarsi a difesa dello Stato laico, una conquista che non può essere messa in discussione da chicchessia.
Sconfitti, ma non domi 14 Marzo 2007
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Bene ha fatto il Presidente Napolitano a mettere in guardia i media dall’esibire con troppa disinvoltura ex terroristi che hanno certamente pagato il prezzo per i loro delitti, ma che non sembra proprio abbiano compiuto seri ripensamenti sulle loro tragiche esperienze.
Basta leggere uno dei tanti libri che pubblica Renato Curcio per capire che non è cambiato. Fa gli stessi discorsi di quando era uno capo delle br, solo che li fa con più fair play. Parla da reduce, sconfitto ma non domo.
Da reduce racconta, analizza, trae conclusioni sul sistema capitalistico, sulle istituzioni “borghesi”, sui partiti, sui sindacati, gli uni e gli altri irrimediabilmente subordinati al dominio del mercato. E si ferma qui, perchè non da consigli di alcun genere; si limita a suggerire di pensare, capire e trarre ciascuno per sé le debite conclusioni. Quali? non lo dice, ma si capisce con chiarezza: l’unica salvezza sono le armi.
Come lui tanti altri suoi compagni di lotta e di sangue.
Case editrici ne pubblicano gli scritti, qualche sindacalista generoso e disattento li sponsorizza. Canali televisivi se ne accaparrano le interviste. E c’è stato finanche un ministro della Repubblica disinvolto che ha assunto un ex terrorista come consulente.
E’ tutta gente che ha vissuto anni ed anni nelle ristrettezze di un carcere e, una volta scontata la pena, ha tutto il diritto di rifarsi un’esistenza. Da qui ad esibirsi ne corre!
Restino pure con le loro idee, pubblichino pure libri, partecipino pure a programmi televisivi, ma vivaddio qualcuno li contrasti, si dia lo stesso spazio, la stessa voce di cui loro godono ai familiari delle vittime, ai colleghi dei magistrati, dei giornalisti, dei poliziotti, dei carabinieri, dei professori universitari che ieri lasciarono a terra trafitti dai colpi delle loro mitragliette e pistole.
Una seconda esperienza 11 Marzo 2007
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Mi sono già cimentato con un mio blog qualche anno fa. Una specie di sfida, perché almeno in Italia i blogger della mia età presumo che non siano molti; ho 67 anni.
E’ stata un’esperienza positiva, anche se ad un certo punto mi sono fermato un pò per gli impegni che non mi lasciano molto tempo libero, un pò per il timore che le mie opinioni fossero scontate e, quindi, prive di interesse per chicchessia. Il timore resta, ma ho pensato di ritornare a comunicare per reagire all’andazzo che restringe il diritto di parola ad un numero sempre più ristretto di persone, oltre tutto neanche tanto qualificate.
Mi occuperò anche in questa fase delle materie che conosco abbastanza: il lavoro, il Sud d’Italia e aspetti della vita comune. Due temi abbastanza chiari e relativamente delimitati e delimitabili; il terzo è sconfinato, perché oggi, anche quando decidiamo di ritrarci nella nostra più stretta quotidianità, siamo sempre e comunque coinvolti in vicende enormi e straordinarie, quali le guerre, i mutamenti climatici, gli sconvolgimenti economici ecc. , su cui non abbiamo ancora imparato ad influire, ma che ci cadono addosso in ogni istante della nostra esistenza.
Qualche ideuzza la frò circolare io, ma spero di leggere tante idee di altri per capire meglio, per apprendere, per uscire dalla solutidine.