Sconfitti, ma non domi 14 Marzo 2007
Posted by Enzo Mattina in Uncategorized.add a comment
Bene ha fatto il Presidente Napolitano a mettere in guardia i media dall’esibire con troppa disinvoltura ex terroristi che hanno certamente pagato il prezzo per i loro delitti, ma che non sembra proprio abbiano compiuto seri ripensamenti sulle loro tragiche esperienze.
Basta leggere uno dei tanti libri che pubblica Renato Curcio per capire che non è cambiato. Fa gli stessi discorsi di quando era uno capo delle br, solo che li fa con più fair play. Parla da reduce, sconfitto ma non domo.
Da reduce racconta, analizza, trae conclusioni sul sistema capitalistico, sulle istituzioni “borghesi”, sui partiti, sui sindacati, gli uni e gli altri irrimediabilmente subordinati al dominio del mercato. E si ferma qui, perchè non da consigli di alcun genere; si limita a suggerire di pensare, capire e trarre ciascuno per sé le debite conclusioni. Quali? non lo dice, ma si capisce con chiarezza: l’unica salvezza sono le armi.
Come lui tanti altri suoi compagni di lotta e di sangue.
Case editrici ne pubblicano gli scritti, qualche sindacalista generoso e disattento li sponsorizza. Canali televisivi se ne accaparrano le interviste. E c’è stato finanche un ministro della Repubblica disinvolto che ha assunto un ex terrorista come consulente.
E’ tutta gente che ha vissuto anni ed anni nelle ristrettezze di un carcere e, una volta scontata la pena, ha tutto il diritto di rifarsi un’esistenza. Da qui ad esibirsi ne corre!
Restino pure con le loro idee, pubblichino pure libri, partecipino pure a programmi televisivi, ma vivaddio qualcuno li contrasti, si dia lo stesso spazio, la stessa voce di cui loro godono ai familiari delle vittime, ai colleghi dei magistrati, dei giornalisti, dei poliziotti, dei carabinieri, dei professori universitari che ieri lasciarono a terra trafitti dai colpi delle loro mitragliette e pistole.
Una seconda esperienza 11 Marzo 2007
Posted by Enzo Mattina in Uncategorized.add a comment
Mi sono già cimentato con un mio blog qualche anno fa. Una specie di sfida, perché almeno in Italia i blogger della mia età presumo che non siano molti; ho 67 anni.
E’ stata un’esperienza positiva, anche se ad un certo punto mi sono fermato un pò per gli impegni che non mi lasciano molto tempo libero, un pò per il timore che le mie opinioni fossero scontate e, quindi, prive di interesse per chicchessia. Il timore resta, ma ho pensato di ritornare a comunicare per reagire all’andazzo che restringe il diritto di parola ad un numero sempre più ristretto di persone, oltre tutto neanche tanto qualificate.
Mi occuperò anche in questa fase delle materie che conosco abbastanza: il lavoro, il Sud d’Italia e aspetti della vita comune. Due temi abbastanza chiari e relativamente delimitati e delimitabili; il terzo è sconfinato, perché oggi, anche quando decidiamo di ritrarci nella nostra più stretta quotidianità, siamo sempre e comunque coinvolti in vicende enormi e straordinarie, quali le guerre, i mutamenti climatici, gli sconvolgimenti economici ecc. , su cui non abbiamo ancora imparato ad influire, ma che ci cadono addosso in ogni istante della nostra esistenza.
Qualche ideuzza la frò circolare io, ma spero di leggere tante idee di altri per capire meglio, per apprendere, per uscire dalla solutidine.