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CHE IMPRONTITUDINE!!! 2 Dicembre 2007

Posted by Enzo Mattina in Sudici.
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Media cartadei e televisivi hanno dato notizia dell’ordinanza del sindaco di Napoli, on. Rosetta Russo Iervolino, che vieta di fumare nei parchi pubblici per tutelare la salute dei bambini.

Non so se dobbiamo ridere o piangere. Nella città invasa dall’immondizia, dove il traffico è normalmente bloccato, dove una mamma, prima di accompagnare il bimbo in uno dei pochi e mal tenuti parchi cittadini, deve chiedere l’intercessione di San Gennaro contro scippi, aggressioni e proiettili vaganti, mi sembra a dir poco temerario preoccuparsi dei danni che in luoghi aperti possono provocare le sigarette.

Ancor più temeraria mi sembra l’ipotesi che qualche vigile controlli e faccia multe ai fumatori che trasgrediscono.

Di vigili a Napoli se ne vedono ben pochi, tant’è che si può parcheggiare dovunque, che i più non si fermano al semaforo per evitare tamponamenti, che neanche il dieci per cento dei guidatori di scooter e moto indossa il casco, che in piazza Garibaldi, la piazza che ti accoglie all’arrivo in città, pullulano bancarelle di tutti i tipi che evocano il suk di una città araba.

Pensare che i pochi vigili volenterosi si dedichino a perseguire fumatori indisciplinati mi sembra molto improbabile e tutto sommato fuori dal mondo, visto che avrebbero ben altro da fare per rendere vivibile una città che tale non è.

Signora Sindaco sia più sobria! già di Napoli si parla quotidianamente solo in negativo; eviti, per cortesia, che divenga anche oggetto di ridicolo.

Grazie!!!  

Il trionfo dell’ipocrisia 17 Giugno 2007

Posted by Enzo Mattina in Uncategorized.
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Destra e sinistra accomunate dall’ipocrisia.

Fini, che , se gli tocchi la famiglia tradizionale, va in bestia, ci informa che ormai lui e la moglie seguiranno “percorsi diversi”. In parole più semplici “si separano”, dopo aver vissuto per molti anni nel “peccato della convivenza”, aver posto rimedio successivamente con un matrimonio riparatore, oggi giunto al capolinea. Non ci vuol molto ad immaginare che fra qualche giorno sapremo che ha ripreso il percorso con una nuova compagna.

Tutto ciò in nome della sacralità della famiglia, come i suoi sodali Berlusconi, Casini, Calderoli.

A sinistra sono più stabili nei rapporti sentimentali, ma impera altrattanto l’ipocrisia.

I D’Alema, i Fassino, i La Torre, tutti figli del partito della diversità di berlingueriana memoria sono incavolati per la pubblicazione di intercettazioni telefoniche che li coinvolgono.

Il problema, però, non riguarda le pubblicazioni, ma la natura delle loro telefonate, il livello delle loro fraquentazioni.

Come possono pensare di darci ad intendere che il loro interesse per certe scalate bancarie fosse dettato solo da  curiosità, che certi rapporti con personaggi discutibili fossero casuali e innocenti?

Non scherziamo!!! in quest’orgia d’ipocrisia destra e sinistra stanno davvero minando la nostra democrazia. 

Che succede in Vaticano? 3 Aprile 2007

Posted by Enzo Mattina in Uncategorized.
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Mi sembra normale che la Chiesa, nelle sue più alte espressioni, dichiari esplicitamente il suo punto di vista su questioni di natura etica importante quali le unioni di fatto, il testamento biologico e altro.

Non mi sembra altrattanto normale che pretenda di condizionare il comportamento di depuati e senatori, che sono eletti dal popolo e ad esso debbono rispondere.

Ho l’impressione che stiamo tornando indietro di cent’anni e più. Ho l’impressione che nel mondo cattolico stia prendendo corpo una sorta di imitazione di quanto accade nel mondo mussulmano. Lì un imam detta la legge, quella da applicare tragli uomini, fa politica e abbiamo visto tutti quali danni si stiano determinando.

Pensavamo che nel mondo occidentale e nella cristianità certe interferenze non dovessero verificarsi. Pensavamo che fosse giusto che la Chiesa dicesse liberamente il suo punto di vista, ma non pretendesse di dettare le leggi degli uomini. Questi, senza forzature e pressioni, avrebbero nella loro autonomia deciso come comportarsi.

Invece no; i cardinali cominciano a comportarsi come Imam. E’ una brutta svolta che impone a tutti una riflessione.

Chi di noi è cattolico piò ben adeguarsi al messaggio della gerarchia vaticana, ma deve poterlo fare per sua libera scelta, non per imposizione. Chi di noi è cattolico può anche organizzarsi per sostenere certi indicazioni che vengono dalla gerarchia vaticana, ma lo fa come cittadino e liberamente, confrontandosi con altri cittadini.

Quello che ci sembra inaccettabile è l’atto d’imperio della Gerarchia; questa è un’altra roba che impone di attestarsi a difesa dello Stato laico, una conquista che non può essere messa in discussione da chicchessia.

Il web è straordinario, ma attenti all’assemblearismo 2 Aprile 2007

Posted by Enzo Mattina in assemblearismo, italita.it, ritalia, rutelli, stanca.
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Da quando ho preso dimestichezza con il web ho avuto l’impressione di trovarmi dinanzi ad una nuova modalità di potenziale partecipazione democratica e ad un tempo di possibile deriva assemblearista. Positiva la prima, pericolosa la seconda.

La partecipazione democratica, infatti, presuppone l’accettazione di regole condivise, il rispetto delle diversità, la volontà di spiegare le proprie ragioni, la disponibilità a considerare quelle degli altri. Alla fine, come diceva Bobbio, le teste si contano e prevale una tesi sulle altre, lasciando sempre aperta la possibilità che in un momento successivo possa prevalere la tesi perdente.

L’assemblearismo è tutto giocato sulla suggestione, sull’emozione, sulla forza di trascinamento di un uomo e/o di un’idea, di un obiettivo. Le regole non contano, conta l’applauso, la riduzione al silenzio di chi non è in linea con l’umore prevalente. Sempre Bobbio, ci direbbe che in questa situazione non è infrequente che le teste vengano tagliate.

Mi chiedo dove si possa collocare il web? Per ottimismo sono portato a pensare che si collochi nell’area della partecipazione democratica e per tale motivo sono portato a respingere ogni provvedimento autoritativo che punti a oscurare la circolazione di messaggi aberranti (incitazioni all’uso di droghe, apologia delle armi, pedofilia e altre ignominie similari). A parte l’inefficacia di tali provvedimenti, in me c’è sempre il timore che, quando si afferma il principio che si possono vietare le idee con la giustificazione, caso mai sacrosanta, che si tratta di idee aberranti, alla fine c’è sempre il rischio che venga fuori un decisore politico che non sa resistere alla tentazione di cancellare anche le buone idee e il diritto di manifestarle liberamente.

Preferirei, e lancio un appello in tal senso, che tutti coloro che usano correttamente la rete, e sono i più, si facciano carico di creare il vuoto intorno ai propalatori di idee, immagini offensive dei valori della convivenza civile, dell’etica, del rispetto delle persone.

In fondo se la rete può diffondere a dismisura notizie e idee, può anche distruggere le cattive idee e isolare le brutte persone che le fanno circolare.

Senza tirarla in lungo, io sogno che la rete sia sempre più strumento di partecipazione democratica, che sa anche difendersi da chi la vuole usare per finalità perverse.

I blog stanno dando voce a milioni di persone che non avrebbero mai potuto farsi sentire con il sistema di media (si legge come si scrive, vi raccomando, perché è il vecchio latino che ci ha dato un termine sintetico ed efficace) che c’è in Italia e nel mondo, asservito ad interessi economici e popolato sempre più, fatte le debite eccezioni, da giornalisti disinformati, pigri e preoccupati più di “sparare” che non di dare notizie.

Anche i blog, comunque, dovrebbero essere un po’ meno individualistici e intimisti; parliamo pure di quotidianità, ma non scadiamo nei diari degli adolescenti della mia gioventù. Insomma, visto che abbiamo un formidabile strumento di comunicazione, facciamone tesoro.

Di grande interesse mi sembrano i bar camp, anche se non vi ho mai partecipato e ne so poco. Mi sembrano un tentativo di conciliare materialità e immaterialità; incontrarsi fisicamente, parlare in viva voce, guardandosi negli occhi e contemporaneamente tenere nelle mani un computer e usarlo mi sembra una gran bella svolta.

A me faceva un po’ paura la solitudine dell’individuo che si avventurava nella rete. Comunicare senza conoscersi è sempre un po’ riduttivo, anche se non mancano esperienze positive. Le mobilitazioni dei no global, ad esempio, sono per me discutibili per certi loro contenuti, per gli esiti violenti che talvolta hanno avuto, ma le considero comunque straordinarie per contrastare una propensione tendenzialmente autoritaria che troppe volte è presente nelle decisioni dei leaders politici mondiali.

Tornando ai bar camp, credo che possano essere una svolta per dare fisicità alla società dell’informazione e renderla via via alla portata della gente comune.

Una raccomandazione: stiamo tutti attenti a non trasformarli in happening senza obiettivi e senza conseguenze.

Si correrebbe il rischio di cadere prima o poi nell’assemblearismo, nel senso che, non avendo ben fissato dove si vuole arrivare quando ci si incontra, si finisce per parlare a vuoto e alla fine non è da escludere che esca fuori il capopolo che mette sotto controllo tutto e tutti e inquini la spontaneità di un’esperienza tanto promettente.

I temi possono ben essere liberi come mi sembra siano, ma se ne scelga uno alla volta, si tracci almeno un canovaccio per la discussione e si individuino degli obiettivi ragionevoli.

Faccio un esempio: ottima l’idea di Ritalia, ma ora occorre dimostrare in tutti modi, come già avete cominciato a fare ottimamente, che ciò che è stato fatto da Governo (il passato, rappresentato da quel Ministro Stanca al disotto di ogni sospetto, e anche l’attuale con un Vicepremier come l’on. Rutelli che mi sembra poco più che un apprendista stregone) e da alcuni operatori che egemonizzano da sempre ogni cosa che abbia a che fare con l’informatica, è scadente sul piano qualitativo, è tecnicamente inconsistente e vecchio, costa troppo ecc. E non ci si fermi alla denuncia; si punti, invece, ad obbligare le istituzione a rivedere il sistema degli appalti, il modo in cui si costruiscono i contenuti, l’errore della centralizzazione ecc. ecc.

In estrema sintesi: smanettoni di tutto il mondo unitevi!!!! Mica possiamo rassegnarci a vivere in un mondo sfilacciato, incerto, dove prevalgono più le paure che le speranze.

Sconfitti, ma non domi 14 Marzo 2007

Posted by Enzo Mattina in Uncategorized.
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Bene ha fatto il Presidente Napolitano a mettere in guardia i media dall’esibire con troppa disinvoltura ex terroristi che hanno certamente pagato il prezzo per i loro delitti, ma che non sembra proprio abbiano compiuto seri ripensamenti sulle loro tragiche esperienze.

Basta leggere uno dei tanti libri che pubblica Renato Curcio per capire che non è cambiato. Fa gli stessi discorsi di quando era uno capo delle br, solo che li fa con più fair play. Parla da reduce, sconfitto ma non domo.

Da reduce racconta, analizza, trae conclusioni sul sistema capitalistico, sulle istituzioni “borghesi”, sui partiti, sui sindacati, gli uni e gli altri irrimediabilmente subordinati al dominio del mercato. E si ferma qui, perchè non da consigli di alcun genere; si limita a suggerire di pensare, capire e trarre ciascuno per sé le debite conclusioni. Quali? non lo dice, ma si capisce con chiarezza: l’unica salvezza sono le armi.

Come lui tanti altri suoi compagni di lotta e di sangue.

Case editrici ne pubblicano gli scritti, qualche sindacalista generoso e disattento li sponsorizza. Canali televisivi se ne accaparrano le interviste. E c’è stato finanche un ministro della Repubblica disinvolto che ha assunto un ex terrorista come consulente.

E’ tutta gente che ha vissuto anni ed anni nelle ristrettezze di un carcere e, una volta scontata la pena, ha tutto il diritto di rifarsi un’esistenza. Da qui ad esibirsi ne corre!

Restino pure con le loro idee, pubblichino pure libri, partecipino pure a programmi televisivi, ma vivaddio qualcuno li contrasti, si dia lo stesso spazio, la stessa voce di cui loro godono ai familiari delle vittime, ai colleghi dei magistrati, dei giornalisti, dei poliziotti, dei carabinieri, dei professori universitari che ieri lasciarono a terra trafitti dai colpi delle loro mitragliette e pistole.

Una seconda esperienza 11 Marzo 2007

Posted by Enzo Mattina in Uncategorized.
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Mi sono già cimentato con un mio blog qualche anno fa. Una specie di sfida, perché almeno in Italia i blogger della mia età presumo che non siano molti; ho 67 anni.

E’ stata un’esperienza positiva, anche se ad un certo punto mi sono fermato un pò per gli impegni che non mi lasciano molto tempo libero, un pò per il timore che le mie opinioni fossero scontate e, quindi, prive di interesse per chicchessia. Il timore resta, ma ho pensato di ritornare a comunicare per reagire all’andazzo che restringe il diritto di parola ad un numero sempre più ristretto  di persone, oltre tutto neanche tanto qualificate.

Mi occuperò anche in questa fase delle materie che conosco abbastanza: il lavoro, il Sud d’Italia e aspetti della vita comune. Due temi abbastanza chiari e relativamente delimitati e delimitabili; il terzo è sconfinato, perché oggi, anche quando decidiamo di ritrarci nella nostra più stretta quotidianità, siamo sempre e comunque coinvolti in vicende enormi e straordinarie, quali le guerre, i mutamenti climatici, gli sconvolgimenti economici ecc. , su cui non abbiamo ancora imparato ad influire, ma che ci cadono addosso in ogni istante della nostra esistenza.

Qualche ideuzza la frò circolare io, ma spero di leggere tante idee di altri per capire meglio, per apprendere, per uscire dalla solutidine.